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€ 10.95 (USD 13.02) | |
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Duet
Omer Klein & Haggai Cohen Milo
Featuring: Omer Klein (p), Haggai Cohen Milo (b)
REFERENCE: FSNT-282 BAR CODE: 8427328422826

This record is, first and foremost, the result of friendship. Pianist Omer Klein and bassist Haggai Cohen Milo shared an apartment in Boston while studying together at the New England Conservatory of Music. During this period, they spent a lot of time playing together anything from jazz standards to Israeli songs, from Indian and Arab music to their own creations. This duet recording cut in the studio in May 2006, presents some of the material that was an integral part of their lives during the year, music that will brings joy and peace, delivering a small taste of the great vibe with which this music was created.
Tracklisting:
1. Introduction
2. The Ravens
3. Song #1
4. Stav
5. Highschool Song
6. Dvash
7. Desert Song
8. The End
Recorded at Lamda Productions Studio by Shinnosuke Miyazawa, on May 10, 2006
Review:
"Entrambi musicisti israeliani negli USA per ragioni di studio, il pianista Omer Klein e il contrabbassista Haggai Cohen Milo hanno lungamente suonato assieme prima di registrare questo lavoro, nel quale trova testimonianza il loro interplay, ma anche la loro amicizia.
Ottimi specialisti dei rispettivi strumenti, Klein e Cohen Milo traggono proprio dalle loro qualità strumentali buona parte del fascino che sanno trasmettere alla musica qui proposta, tutta della loro penna.
Il valore di Cohen Milo si apprezza fin dalle prime battute, giacché l’“Introduzione” è un solo del suo contrabbasso; quello del pianista va in scena invece nella terza traccia, ove egli suona in modo molto diversificato, con un piglio ritmico non strettamente jazzistico. Invece, in “Stav” e “Highschool Song” è l’intesa tra i due a costituire un valore aggiunto.
Il lavoro complessivamente sviluppa un progetto musicale di sofisticata levigatezza e lo innesta su un’esecuzione attenta alle possibilità espressive degli strumenti, con molte esplorazioni cromatiche, e su un materiale tematico intimista e relativamente rarefatto. In questo senso, particolarmente apprezzabili sono “Dvash”, la cui melodia rimanda alla tradizione ebraica, e la conclusiva “The End”, sospesa e malinconica.
Un interessante lavoro di due bei musicisti appena affacciatisi sulla ribalta internazionale e dai quali è lecito attendersi molto."
- By Neri Pollastri (All About Jazz)
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